Biografia

Costanzo Rovati nasce a Milano il 13 settembre 1939.
Sin dall’infanzia, dimostra grande attitudine al disegno con particolare predisposizione alla curiosità e originalità.
Dopo un’esperienza Accademica contrastata, con insegnanti poco inclini alla sperimentazione artistica, decide di fare tutto da solo per poter scoprire nuove forme, nuove espressioni e nuovi orizzonti artistici.
Per puro caso nel 1964, nel rifacimento di una parete di casa sua, scopre il Caolino o polvere di porcellana che, con l’ausilio di colla di coniglio e acqua, riusciva a modellare dei bassorilievi che poi, una volta essiccati, diventavano come pietra e quindi indistruttibili.

Costanzo Rovati al lavoro nel suo studio

A questo punto, la spatola diventerà per Costanzo lo strumento principe per le sue creazioni in rilievo; perciò forme e figure paiono uscire dalla tela per la loro tridimensionalità.
Temi ed emozioni pittoriche, unite a colori che egli stesso prepara come un alchimista con terre, zinchi, tempere, una volta essiccati, sembrano andare incontro al visitatore il quale, vivrà a sua volta una propria emozione e conseguente interpretazione personale dell’opera.
Un amico a cui regalò un’opera, a sua insaputa la presentò nel 1970 ad un prestigioso concorso e, con grande sorpresa, fu chiamato al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano per ritirare il primo premio, che consisteva in una mostra personale alla Galleria Scorpione di Milano.
In quell’occasione, il pensiero espresso dal critico d’arte Ignazio Mormino all’inaugurazione fu: “è frequente che i pittori cambino la loro tecnica, ma è raro che cambiando migliorino; Costanzo Rovati c’è riuscito, le sue opere sono musiche meravigliose eppur tanto diverse tra loro”.
Ecco, la peculiarità di Costanzo Rovati sta proprio nel non ripetersi; ogni opera è frutto di un’emozione filtrata attraverso una grande memoria fotografica che, abbinata ad una facile manualità, verrà tradotta in creatività. Nel 1985 sarà invitato in rappresentanza dell’arte italiana allo “Tsukuba Expo di Tokyo”, e l’anno successivo all’esposizione “Maestri dell’arte contemporanea” a Città del Messico.
Seguì poi la partecipazione al Festival International de la Peinture allo Château-Musée Grimaldi a Cagnes-sur-Mer, che aprirà le porte alla città di Nizza per “Viva Italia” con una propria mostra personale.
Nel 1994 espone a Gassin Saint-Tropez, lasciando un segno indelebile della sua creatività, in quanto una sua opera verrà scelta per il logo e la locandina “Tableau pour l’Amitié” della Ligue Nationale Contre le Cancer di Saint-Tropez.
Nello stesso anno espone a Ginevra (CH), nel prestigioso Musée de l’Athenée, con ottanta opere anche di grande formato, riscuotendo grande successo di pubblico, di critica e di vendite; in quell’occasione Oscar Ghez, fondatore del Petit Palais, nonché inesauribile collezionista, acquista due sue opere.
È a questo punto che l’architetto Luigi Vietti di Milano, si assicura la creatività di Costanzo Rovati per un importantissimo progetto immobiliare nei Caraibi, sull’isola di Canouan, ancora vergine e con pochi abitanti, i quali vivevano ancora come raccoglitori-cacciatori, senz’acqua né elettricità.
Sull’isola di Canouan, nell’arcipelago di Saint Vincent e Grenadine, l’artista realizzerà oltre 190 opere, usando perlopiù materie naturali dell’isola, le quali verranno collocate nelle prestigiose ville del Carenage Canouan Island Resort.
Collabora poi alla ristrutturazione della Chiesa Anglicana costruita dalla famiglia Snagg, inglesi venuti ad occupare l’isola nel 1700 per la quale realizzerà un grande pannello di 5×3 metri, collocato nella nicchia sopra l’altare, unitamente a tre vetrate artistiche.
Terminato questo immenso e stimolante lavoro, si trasferisce con la moglie Ingrid sulla vicina isola di “Mayreau”, dove, vivendo in condizioni non proprio vacanziere (senz’acqua né elettricità), terrà un corso d’arte applicata per alcuni giovani locali.
La permanenza sull’isola durerà circa due anni, durante i quali, oltre a insegnare loro disegno, prospettiva e cromatiche coloristiche e loro abbinamenti, dipinse 35 opere su tavola, che verranno donate al prete cattolico Mark de Silva, il quale le appenderà nel Museo Costanzo Rovati, costruito all’uopo di fianco alla chiesa.
Ritornati a Milano, dopo circa cinque anni trascorsi con entusiasmo e libertà assoluta, decidono di lasciare la metropoli lombarda per stabilirsi sulle colline a vigneti di Montù Beccaria (Oltrepò Pavese), non già per ritirarsi, bensì per portare la loro cultura in una provincia ricca di tradizioni.
Quivi, grazie alla conoscenza e alla reciproca stima con il sindaco di Stradella, patria delle fisarmoniche, gli verranno commissionate 3 grandi opere per il Teatro Sociale (chiamato anche “La Piccola Scala”), edificato nel 1843 e riportato a nuovo splendore da un intelligente e conservativo restauro. Inoltre, per la municipalità di Stradella, ha realizzato una prestigiosa cartella calcografica (tiratura 100 copie), con l’ausilio di una matrice semirigida incisa precedentemente, poi inchiostrata e pressata a forza di braccia e spalle direttamente sulla carta litografica.
Nel 2002 verrà invitato alla Biennale Austria e nel 2005 alla prestigiosa Biennale di Firenze con sede alla Fortezza da Basso; quindi si succedettero mostre personali a Piacenza, Castell’Arquato, Cecina, Broni, Stradella, Milano e Pietra de Giorgi. In quest’ultima, dove, presso il magnifico “Cantinone Medioevale”, Costanzo Rovati esporrà molte sue personali, la Municipalità lo premierà con la cittadinanza Onoraria e gli dedicherà una sala con otto opere in permanenza.
Nel 2008, con la presentazione del Prof. Paolo Levi e del console del Perù, si è inaugurata presso la Sala della Cultura di Stradella la mostra “Contaminazioni sulle Linee di Nazca-Perù”. Nella stessa serata, la casa editrice “Giorgio Mondadori” era presente con la monografia “Costanzo Rovati, opere 1964-2008”. Nel 2012, ha prodotto per il Municipio di Pietra de Giorgi, una calcografia (tiratura 35 copie) in occasione dei festeggiamenti del 150mo dell’Unità d’Italia.  Ha realizzato nel 2013, sempre per Pietra de Giorgi, l’opera monumentale in ferro dedicata al patrono locale, Sant’Antonio Abate, che salvò i cittadini di Pietra de Giorgi dalla peste nel lontano 1574, mentre nel 2015 tiene una importante mostra antologica a Praga, all’Istituto Italiano di Cultura. Nel 2017 si è inaugurata la sua mostra personale “Universo vita” all’Archivio di Stato di Firenze. Partecipa inoltre alla dodicesima edizione de “La leggerezza della scultura”, nel Parco dell’Arte di Cerrina (AL).
Nel 2018 espone le sue opere a La Valletta nella mostra personale “Vibrazioni, emozioni” e a Gozo (Malta), nella personale “Percorso di vita”.

Le opere di Costanzo Rovati sono collocate presso importanti collezioni pubbliche e private in Italia, Stati Uniti, Francia, Germania, Svizzera, Inghilterra, Olanda, Martinica, Saint Vincent e Grenadine.