Elisa Rusca

La gioia di vivere è espressa nel sorriso sereno di chi ama: così, sorridente alla vita, è la produzione artistica di Costanzo Rovati che nella sua ricerca “materica” esplora la materia, sì, del supporto, del segno, del colore e della sua assenza, nel gesto grafico che immortala attimi sospesi. Opere realizzate su legno, dai colori caldi, terreni, che sanno di Mediterraneo quando l’estate è al suo inizio: il blu – cielo o mare? -, il rosso della terra e della ruggine, il giallo, il verde, il marrone; il bianco che è luce, sfavillìo sulle onde all’alba, ma anche luccichío della luna. Opere scolpite nel marmo, mondate dalle fiamme. Sono intime, non gridano querule in cerca di attenzione; bensì, attraggono l’occhio con lo stesso potere magnetico di frammentate visioni oniriche, di sfuggevoli temporalità, ricordi vissuti o immaginati, astrazione di desideri profondi di vicinanza, appartenenza, vita.

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Articolatamente semplice nello stile, di una profondità che emerge alla superficie delle immagini, Rovati ci parla in modo diretto dei grandi misteri della vita. L’ossessione di Costanzo Rovati è la trama del tessuto vitale che compone l’universo che è ordine nel caos apparente. Esplorandone le molteplici trasposizioni plastiche, l’artista ottiene un corpo di opere estremamente omogeneo nella ricerca dei materiali, eppure rigoroso e coerente nella forma e nella realizzazione. Tagliuzzate e divise, sincopi visive, eppure amplificate, corali, ripetute nei gesti, nei temi; ipnotiche e seducenti come la bossa nova, le immagini ci catturano trasportandoci lontano. Tranquille, quiete, calde, ci ricordano dolcemente che nella fragilità e solitudine dell’esistenza l’isolamento è solo apparente: tutto è connesso, tutto è parte di un unico, immenso, impalpabile abbraccio.

Berlino 2018